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MILANO – Ore 9:30. Borse miste e deboli all’indomani dei record di Wall Street, dove ha vinto la scommessa sulla ripresa della prima economia al mondo grazie al flusso di denaro e investimenti aperto dalla Casa Bianca sull’economia reale. I listini europei sono riusciti ad avviare gli scambi in rialzo nonostante le indicazioni dei future: Milano sale dello 0,8% in avvio, Parigi aggiunge lo 0,85%, Francoforte l’1,3% e Londra l’1,4 per cento.

In Asia, in particolare, si sono scontati i dubbi circa le presunte richieste da parte dell’autorità monetaria nei confronti delle banche sul limitare la crescita dei prestiti per la restante parte dell’anno onde evitare i rischi di bolle del credito dopo la crescita vorticosa nei primi mesi dell’anno. E così le Borse asiatiche hanno virato in calo dopo un’apertura in lieve rialzo, con Hong Kong chiusa per festività. Con i timori per la pandemia che ancora colpiscono alcuni Paesi, come il Giappone, Shanghai cede lo 0,04% e Tokyo perde l’1,3%.

Come accennato, ieri Wall Street ha segnato nuovi record grazie al rapporto sull’occupazione di venerdì, pubblicato a mercati chiusi, e al solido dato sul settore servizi, che alimentano la prospettiva di una veloce ripresa economica. Il Dow Jones ha guadagnato 373,98 punti, l’1,1%, a 33.527,19; lo S&P500 è salito dell’1,4% a 4.077,91 punti, altra chiusura record. Il Nasdaq composite ha terminato in rialzo dell’1,7% a 13.705,59. In evidenza Tesla che ha guadagnato oltre il 4%, grazie a dati su produzione e consegne che hanno ampiamente battuto le attese degli analisti. Gamestop ha ridotto le pesanti perdite iniziali e ha chiuso in calo del 2,4% a 186,95 dollari, dopo che la catena di negozi di videogiochi ha comunicato che potrebbe offrire fino a 3,5 milioni di nuove azioni.

Dal fronte macroeconomico si registra l’espansione del settore dei servizi in Cina, a marzo. L’indice Pmi servizi, elaborato da Markit/Caixin, sale a 54,3 da 51,5 di febbraio, per segnalare un solido aumento del comparto. L’indice composito avanza a 53,1 da 51,7. Dati negativi dal Giappone, dove i consumi delle famiglie sono scesi del 6,6% a febbraio su base tendenziale. Il dato è peggiore delle stime che si attendevano un -5,3% e del dato precedente (-6,1%). Su base mensile i consumi avanzano del 2,4%, meno dell’atteso +2,8% e contro il -7,3% precedente. L’euro si conferma sui livelli di 1,1811 dollari. La moneta unica viene scambiata inoltre a 130,15 yen.

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio rimbalza dopo la recente debolezza legata alla decisione del cartello Opec+ di allentare gradualmente i tagli alla produzione in vista della ripartenza economica. Il barile sale in Asia, anche sulla scia del calo del dollaro: i future sul Wti guadagnano, negli scambi elettronici asiatici, l’1,02% a 59,25 dollari. I future sul Brent salgono dello 0,80% a 62,65 dollari.

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