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Le Borse europee si avviano a consolidare i guadagni della vigilia con un avvio in cauto rialzo in attesa della pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro americano e dopo che lo stallo tra i Paesi Opec+ continua a mantenere il prezzo del petrolio, pur in lieve calo, sopra i 75 dollari al barile. Giovedì il cartello dei produttori di greggio non è riuscito a raggiungere un accordo per l’aumento della produzione e ha spinto il barile a toccare i massimi dal 2014. In Asia, intanto, gli indici hanno chiuso in generale rialzo con l’eccezione della Cina, dove la Borsa è in calo all’indomani della celebrazione del centenario del Partito comunista. Sul fronte europeo DAX 30 e Stoxx 600 corteggiano nuovi massimi mentre il FTSE MIB di Piazza Affari si sta nuovamente riavvicinando alla soglia psicologica di 25.500 punti che fa fatica a superare stabilmente ormai da 13 anni.

Wall Street ha fatto registrare nella prima seduta del secondo semestre del 2021 il 35esimo record stagionale. Con bassa volatilità l’indice S&P 500 sta inanellando una serie di massimi storici pressoché costante. Anche perché il suo alter-ego finanziario, ovvero i rendimenti dei Treasury a 10 anni, sono poco competitivi esprimendo un rendimento inferiore all’1,5%. I dati macro continuano ad offrire segnali di ripresa. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 346mila contro le 415mila della settimana precedente e in calo rispetto alle 388mila attese.

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Tokyo interrompe serie ribassi, Nikkei torna a salire

Chiusura in leggero rialzo per la Borsa di Tokyo che recupera il calo accusato nella seduta precedente. L’indice Nikkei, pur in presenza di dati non confortanti sull’andamento della pandemia di Covid-19 nel Paese, ha interrotto una striscia di quattro sedute negative consecutive terminando con un guadagno dello 0,27% a 28.783 punti. Bene anche il piu’ ampio Indice Topix che ha guadagnato in chiusura lo 0,75% terminando gli scambi a 1.953,78 punti.

Attesa per la disoccupazione Usa

Il calendario economico di giornata prevede, tra i dati più significati, la pubblicazione del dato sulla disoccupazione negli Usa (atteso al 5,7% rispetto al 5,8% precedente) e la pubblicazione dei non farm payrolls, le buste paga delle persone impiegate, escluso il settore agricolo. Da monitorare anche l’andamento del dollaro che continua a dare segnali di forza (il cambio euro/dollaro è sceso da 1,22 a 1,185 nelle ultime due settimane).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)



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