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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Andamento poco mosso per le Borse europee nell’ultima seduta della settimana, dopo i vivaci rialzi della vigilia. Così si muovono attorno alla parità il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l’IBEX 35 di Madrid e l’AEX di Amsterdam.
Gli investitori tirano i remi in barca in attesa che sia pubblicato l’importante dato sul mercato del lavoro americano di settembre, statistica che influenzerà le mosse della Federal Reserve, che entro fine anno dovrebbe annunciare il tapering, ossia la riduzione di acquisti di asset, adesso pari a 120 miliardi di dollari al mese. Giovedì, comunque, Wall Street ha archiviato la sua terza seduta consecutiva in rialzo, festeggiando l’accordo tra Repubblicani e Democratici sul limite del debito, che sarà alzato di 480 miliardi di dollari e che permetterà di rimandare il pericolo di default a dicembre.
Preoccupa, intanto, l’andamento in rialzo i rendimenti dei bond governativi: se quelli sul Bund tedesco a dieci anni si attestano in area -0,16%, quelli americani sui titoli a dieci anni sono a un soffio dall’1,6%. Nel frattempo dalla Cina sono arrivati segnali incoraggianti: a settembre il comparto dei servizi è cresciuto oltre le attese con l’indice Pmi, calcolato dalla società Ihs Markit e pubblicato dal gruppo media Caixin, si è infatti portato a 53,4 punti, contro i 46,7 di agosto. Positive le piazze cinesi dopo le chiusure per festività.

Tech osservati speciali, riflettori anche sugli energetici

A Piazza Affari, come nel resto d’Europa, resta sotto i riflettori il comparto tech, dopo che il colosso Samsung ha rivisto al rialzo le stime per il terzo trimestre: il giro d’affari sarà attorno a 73.000 miliardi contro la precedente indicazione di 63,67 mila miliardi. Questo non basta a sostenere Stmicroelectronics. Dopo la debolezza delle ultime sedute, rialzano la testa i titoli oil, sulla scia della performance del greggio, in risalita già dalla vigilia, dopo che il Dipartimento dell’Energia statunitense ha assicurato di non avere intenzione di mettere in commercio del petrolio parte delle sue riserve strategiche. Così tra le migliori del Ftse Mib ci sono proprio Saipem, Tenaris ed Eni. Procedono in ordine sparso le banche, con Unicredit in modesto rialzo in vista di novità sul dossier Banca Mps. Dopo la buona performance della vigilia, sale ancora Enel, mentre difende le posizioni Stellantis.

Dal rischio energetico incognite sui mercati

Le aperture di Vladimir Putin sul fronte energetico hanno rassicurato i mercati, ma non hanno fugato del tutto i dubbi degli investitorii: dal presidente russo sono arrivate per ora solo parole, che andranno alla fine dei conti verificate nei fatti. Inoltre il prezzo del gas è sì calato drasticamente dopo le sue dichiarazioni, ma resta comunque sopra l’elevata soglia dei 90 euro per megawattora. Insomma, il problema non è risolto. Come non è risolto quello di tutte le materie prime, che stanno costringendo molte industrie a ridurre la produzione. È il caso delle case automobilistiche per esempio. Questa è una grande incognita sulla crescita economica e sulle Borse stesse. Anche perché i rincari (e soprattutto la scarsità delle materie prime) mette a rischio la crescita degli utili delle aziende. Per questo è prevedibile che le Borse restino volatili in queste settimane o mesi, fintanto che non si vedrà una soluzione al problema. O quantomeno una vera luce in fondo al tunnel.

Il cambio euro / dollaro

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Petrolio torna a salire, euro si indebolisce

Torna a salire il greggio, dopo che il Dipartimento dell’Energia statunitense ha assicurato di non avere intenzione di mettere in commercio del petrolio delle sue riserve strategiche. Il Wti, contratto di novembre, registra un rialzo dell’1,5%, attestandosi a 79,5 dollari al barile.
Sul fronte dei cambi, l’euro è indebolito sul dollaro a 1,1547 dollari (1,1567 dollari ieri in chiusura). La divisa vale inoltre 129,19 yen (128,92), mentre il rapporto dollaro/yen è pari a 111,88 (111,47).

Spread in rialzo, su anche rendimento decennale

Andamento in rialzo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari scadenza tedesco segna 104 punti base, due in più rispetto al closing precedente. Sale anche il rendimento del BTp decennale italiano, che è indicato allo 0,88% dallo 0,85% del riferimento della vigilia.



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