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Nel mio ultimo articolo sul scrivevo che gli ultimi giorni, di maggio 2021, erano stati un momento risolutivo perchè il prezzo del Bitcoin era stato spinto a 30.000$ e il mercato delle criptovalute si era ridotto di circa il 27% nel giro di poco tempo. Qualcosa di spettacolare e al tempo stesso epocale! (non per chi aveva investito ad aprile 2021 quando il suo valore era di 60.000$).

Ci ritroviamo, dopo 2 mesi, quasi nella “stessa” situazione (34000$ circa) ma con meno certezze che possa ritornare a 60mila dollari.

Bitcoin, secondo Bank of America (NYSE:), è la “madre di tutte le bolle finanziarie” e vede nel medio termine il suo target compreso tra i 24mila e i 35mila dollari. Ma non è tutto, perchè è stata bocciata anche da J.P. Morgan che la considera una “una moda passeggera” e ritiene che le criptovalute dovranno superare anche l’ostacolo delle normative e dei divieti che ben presto verrano messi in atto (come in Cina) mentre Goldman Sachs (NYSE:) ha dichiarato che Bitcoin presto verrà superato da Ethereum in termini di capitalizzazione di mercato e che l’oro non sarà sostituito dalle criptovalute perchè sono due assets completamente diversi. L’oro è una difesa contro l’inflazione mentre le criptovalute sono un asset puramente speculativo.

Un segnale positivo arriva dal modello “modello Wyckoff” e dall’area dello “Spring – Test”. Il prezzo si trova nella “Fase C” di Accumulo contenente una “Spring” che segna l’ultima “bear-trap” ( porta gli investitori retail ad abbandonare le loro posizioni) prima che il mercato inizi a tornare sui minimi crescenti ed entri nella “Fase D” con un nuovo trend rialzista.

Btc modello Wyckoff

Analizzando il grafico, potrebbe somigliare ad una fase d’accumulo pronta ad esplodere al rialzo, ma se non fosse così? Lo schema di distribuzione del modello Wyckoff è molto più simile alla situazione in essere. Applicando questo modello ci trovemmo nella “Fase D” dove presenta un ultimo massimo che nel nostro caso è in area 40000$ per poi avere un susseguirsi di massimi decrescenti fino ad un evidente segnale di debolezza che in Bitcoin c’è stato quando ha toccato il prezzo 28mila dollari circa.

Mettendo i grafici, dell’anno 2018 e del 2021, a confronto si possono desumere suprattutto gli aspetti utili per individuare una “ciclicità” e delineare delle ipotesi temporali su quanto durerà uno stesso movimento rialzista o ribassista (in questo caso ribassista).

ciclicità ribassista

A quanto pare l’ultimo movimento ribassista “importante” è durato circa 1 anno mentre quello più recente dura da 84 giorni. questo sta a significare che se dovremmo considerare una ciclicità del movimento e la percentuale di prezzo persa, durerà ancora per altri 280 giorni, durante il quale avrà un ribasso del 34% (10500$ !).

Se analizziamo un altro aspetto, utilizzando Fibonacci, sui vari ribassi e poi rialzi notiamo che tutti toccano il ritracciamento in area 0.618% di
Fibonacci. In correlazione all’anno 2018, nello specifico, l’estensione Fibonacci al livello 1,618% (Golden ratio) rappresenta il punto in cui è partito il rialzo fino all’ultimo massimo e successivamente il punto in cui ha toccato l’ultimo minimo. Ciò potrebbe portare ad un altro livello 1,618% di fibonacci che in questo caso si trova in area 98000 dollari?

Golden ratio

Cosa aspettarci nel mese di luglio?

Nel breve termine (time-frame 4h), non è riuscito ancora a testare la resistenza in area 35000$ e di conseguenza non è arrivato a quella posta in area 36700$, si è fermato sotto i 34mila dollari per poi ritracciare e ritornare a quest’ultimo livello. Abbiamo un’evidente prevalenza di massimi decrescenti, finchè non ci sarà questa “inversione”, il trend ribassista la farà da padrone. Bitcoin si è trovata prima all’interno di una “bearish flag” e poi ad un triangolo simmetrico, potremmo assistere ad un movimento profondo del prezzo, al ribasso, in area 28850$ – 28350$ che darebbe il via al “panic selling” facendo crollare il prezzo fino in area 24000 dollari. Solo un recupero sopra i 36mila dollari potrebbe tradursi in un cambio di tendenza, proiettando il prezzo verso i 40000$.

Ma attenzione alle decisioni delle banche Centrali, alle loro politiche espansive, di cui Btc è evidentemente beneficiaria!

E non solo, anche alle novità che porterà Ethereum 2.0 (la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato).

Vitalik Buterin (inventore di Ethereum) vuole dare una marcia in più alla sua creazione con gli smart contract (non semplici contratti ma funzioni incorporate in software o protocolli informatici basati sulla blockchain). Gli aggiornamenti (il prossimo chiamato Londra) saranno hard forks o splits nella blockchain, e le modifiche sono progettate per migliorare la velocità di elaborazione, la scalabilità e la sicurezza della rete, riducendo le commissioni. La rete passerà dall’algoritmo proof-of-work (criticata per le grandi quantità di elettricità utilizzate nel mining ) di Bitcoin all’algoritmo proof-of-stake.

Ethereum afferma che con la nuova tecnologia utilizzerà almeno il 99% di energia in meno, ci saranno molte meno emissioni di carbonio, questo aspetto potrebbe portare le istituzioni a diversificare le loro posizioni con Ethereum, vista come la scelta più naturale dopo Bitcoin, che trarrà di conseguenza ulteriori benefici.

L’aggiornamento atteso cambierà le tariffe di transazione calcolate in base al lavoro dei miners (gas fees), sperando di accelerare l’acquisizione ed incoraggiare lo sviluppo degli smart contracts per la finanza decentralizzata (DeFi) e altre applicazioni dApps (delle applicazioni decentralizzate che funzionano sopra un network). Un maggiore utilizzo potrebbe portare a un aumento della domanda e spingere il prezzo a nuovi massimi, anche perchè gli svulippatori di applicazioni DeFi e
degli NFT utilizzano “l’ecosistema Ethereum”. Tutto ciò, negli ultimi tempi, ha portato un maggior numero di transazioni rispetto a Bitcoin (50 milioni di dollari a giugno), +2.000% dei volumi scambiati e + 7.000% di investimenti in applicazioni DeFi. In futuro potrebbe eliminare il suo legame con Btc almeno per quanto riguarda l’andamento del prezzo?

Dopo aver iniziato l’anno a 730$ è salita, il 12 maggio, a 4.380$ con un guadagno del 500%. Il 23 maggio è sceso, al di sotto del livello di 2.000 dollari, a un minimo di 1.720$ perdendo il 60% del suo valore. il 22 e il 26 giugno il prezzo è fluttuato in area 1700$, il livello più basso da aprile. Da allora, dopo aver toccato i minimi, si è proiettato verso area 2400$ (prossimo supporto importante). Se il prezzo andrà oltre la “media mobile di 50 giorni” potrebbe ritornare sopra i 2800 dollari, sostenuto anche dalla “media mobile 200”. Le “previsioni”, come evidenziate anche dal mio articolo sul Btc ed Eth, sono più che positive e il target price è sempre fissato in area 5000 dollari, e nel lungo periodo in area 10mila $, ma aspettiamoci altri ribassi perchè il mercato delle criptovalute resta ancora molto volatile. Infatti se scenderà al di sotto dei 2000$, questo suggerirà che la correzione non è finita, potremmo assistere ad un nuovo consolidamento del prezzo in area 1700 dollari.

Concludendo

Bitcoin ed Ethereum hanno avuto un processo di crescita progressiva, sovraperformando qualsiasi tipo di “previsione ottimista” e quindi una correzione era più che dovuta. E’ terminata oppure sarà più profonda?

Dai grafici, attualemente, si evidanzia che Ethereum si trova in una fase di inversione del Trend che lo potrebbe portare ad un recupero molto prima di Bitcoin che si trova ancora in fase di consolidamento.

Come spesso ripeto, potremmo parlarne per ore, c’è chi si schiera tra i ribassisti e chi tra gli ottimisti. Un pò come chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi mezzo pieno.

Voi siete tra i sostenitori o tra coloro che non investirebbero i loro “risparmi” (nelle criptovalute in generale)?

“Quest’articolo è stato scritto a titolo esclusivamente informativo; non costituisce sollecitazione, offerta, consigli, consulenza o raccomandazione all’investimento in quanto tale non vuole incentivare in nessun modo l’acquisto di assets. Ricordo che qualsiasi tipo di assets è altamento rischioso e pertanto, ogni decisione di investimento e il relativo rischio rimangono a carico dell’investitore.”





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