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Banche in affanno oggi a Piazza Affari. Tra le big del Ftse Mib spicca il -2,48% di Banco BPM che scivola a 2,435 euro. Male anche Mediobanca con -1,99% e Unicredit a -1,4%; su quest’ultima nelle ultime 24 ore ha tenuto banco la disputa sul maxi-stipendio da 7,5 milioni di euro previsto nel 2021 per Andrea Orcel, prossimo amministratore delegato di Unicredit. Due consulenti che quali Glass Lewis e Iss hanno raccomandato di votare contro la politica di remunerazione prevista per il nuovo ceo (2,5 mln fissi e 5 mln la parte variabile in azioni). “Non crediamo che la nomina di Orcel sia a rischio e ci aspettiamo che venga nominato ceo dopo l’assemblea degli azionisti di aprile”, commentano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo che confermano la view neutral sul titolo con target price a 10,1 euro.

Oggi sulle banche si è espressa anche Christine Lagarde. Il presidente della Bce, intervistata a da Bloomberg TV, ha rimarcato come “a volte ci sentiamo dire dalle banche che si sentono eccessivamente regolamentate e sovracapitalizzate. Questa volta è stato un bene per loro e per la sicurezza dei loro clienti”, riferendosi alla tenuta in questi 12 mesi di crisi Covid.

Il primo trimestre dell’anno si chiude comunque con proprio Banco BPM miglior titolo bancario con oltre +34% (nel Ftse Mib meglio ha fatto solo Tenaris con +44%); tra banche segue Bper con +26,36% e Mediobanca +25,4%. Proprio Banco BPM e Bper sono due delle banche più chiacchierate per una futura fusione anche se nelle scorse settimane Carlo Cimbri, ceo di Unipol (azionista di riferimento di Bper) ha temporeggiato su questo fronte dichiarando che per quest’anno non dovrebbe esserci alcuna operazione.



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