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(Teleborsa) – L’impatto del coronavirus pesa sui risultati di Sogefi società del Gruppo CIR attiva nella produzione di componenti per autoveicoli nei settori Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni. Nel primo trimestre del 2020 la Società ha registrato un risultato netto negativo di 5,6 milioni di euro rispetto a un utile di 1,6 milioni nel primo trimestre 2019. L’Ebit è ammontato a 3,7 milioni, in calo dagli 11,3 milioni nel primo trimestre 2019. Nei primi tre mesi dell’anno la società ha segnato ricavi per 350,2 milioni, in flessione del 10,2% a cambi correnti e dell’8,8% a cambi costanti su base annua. Nei primi due mesi dell’anno i ricavi a cambi costanti avevano evidenziato una crescita dell’1%, grazie al buon andamento di tutte le aree geografiche ad eccezione della Cina. Nel mese di marzo, tenuto conto delle circostanze determinate dalla pandemia Covid-19, è stata registrata una contrazione delle vendite del 30%, calo che – fa sapere la Società – ha riguardato tutte le aree geografiche e tutte le divisioni. L’indebitamento netto è stabile a 256,7 milioni.

Allo stato attuale – spiega Sogefi – “le circostanze rendono altamente incerta qualunque previsione”. Tutti gli elementi che concorrono alla formulazione di previsioni per l’esercizio restano, infatti, – continua la Società – totalmente incerti: l’evoluzione della pandemia, le risoluzioni delle autorità in materia di ripresa delle attività economiche oggi in lockdown ed infine, in seguito all’eventuale ripresa dell’attività, la reazione della domanda, in un contesto di grave recessione quale quello che potrebbe delinearsi in diverse regioni del mondo. In questo scenario il Gruppo annuncia di essere “focalizzato nel fare tutto ciò che è in proprio potere per gestire la crisi”. Nel dettaglio sono state implementate “misure per ridurre i costi e contenere al massimo gli esborsi per costi correnti ed investimenti non strettamente necessari; si procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità, tenendone informato il Consiglio di Amministrazione, rapportandosi con i propri partner finanziari, e si prepara alla ripresa, prevedendo standard di sicurezza rafforzati per il personale e flessibilità dei costi, in rapporto a volumi che saranno per una fase penalizzati dalle circostanze.

Ciononostante, – evidenzia Sogefi – “tanto il periodo di chiusura come i primi mesi di ripresa determineranno la registrazione di perdite economiche, che si rifletteranno anche su un incremento dell’indebitamento netto”. A livello mondiale le più recenti fonti settoriali prevedono, infatti, che la produzione mondiale di automobili nel 2020 possa subire un calo tra il 20 e il 25%, in funzione di diversi scenari sugli effetti del Covid-19. Guardando ai dati del primo trimestre del 2020, il mercato automobilistico mondiale ha registrato tassi di decrescita verificatisi in precedenza solo durante la crisi del 2009. La produzione globale è scesa del 24,4% rispetto al primo trimestre del 2019: -21,3% in Europa, -10,8% in Nord America, -44,7% in Asia e -16,3% in Sud America. A marzo il calo si è attestato a -38,2%, con l’Europa a -48,3%. Al momento l’attività in Cina è ripresa, con volumi ridotti, dalla metà del mese di marzo, mentre resta ferma nelle restanti aree ed i tempi e le modalità di riapertura permangono del tutto incerti. Inoltre – sottolinea la Società– il mercato automotive, già prima della diffusione della pandemia, registrava una fase di debolezza, dopo l’inversione di tendenza verificatasi a metà del 2018, con una produzione mondiale in calo del 5,8% nel 2019 e nuovamente in flessione all’inizio del 2020.

Per quanto riguarda Sogefi la produzione è stata sospesa dapprima in Cina e poi, nella seconda parte del mese di marzo, in tutti gli stabilimenti ad esclusione di quello ubicato in Usa, parzialmente attivo. Allo stato attuale la produzione in Cina è stata riavviata, facendo seguito alla riapertura di quasi tutti i principali clienti.





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