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Arriva la global tax, ma ai Big Tech (per ora) non dispiace

Amazon (NASDAQ:) e Google (NASDAQ:) hanno accolto senza scomporsi la notizia dell’accordo per l’introduzione di una minimum tax globale sul reddito delle imprese

L’accordo del G7 per introdurre una minimum tax globale del 15% sui redditi delle imprese è sicuramente ‘la notizia’ del primo weekend di giugno che sarà con ogni probabilità cavalcata dal G20 a presidenza Draghi come uno dei punti centrali dell’agenda del summit in calendario in novembre a Roma.

COINVOLGERE ALTRI PAESI

I ministri del Tesoro di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, U.K. e USA hanno infatti bisogno dell’adesione di colossi come Cina, India, Brasile, tanto per fare i nomi più importanti di Paesi che sono nel G20 ma non nel G7, per dare una prospettiva globale concreta alla nuova tassazione condivisa. Un primo appuntamento importante è il G20 finanziario in calendario a Venezia tra un mese. L’idea è far pagare almeno ‘qualcosa’ ai colossi globali, soprattutto i Big Tech, nei paesi in cui operano e fanno fatturato, e non solo dove registrano gli utili in bilancio, spesso godendo di aliquote bassissime…

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** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge

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