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(ANSA) – ROMA, 10 APR – “Una compagnia aerea anonima, di
dimensioni regionali, con un piano industriale con modesti
obiettivi imposto dalla direzione generale concorrenza della
Commissione europea riporterebbe l’Italia indietro di 75 anni e
cioè a non avere, entro i prossimi due anni, una compagnia aerea
nazionale”. E’ l’altolà che arriva dai segretari generali di
Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Stefano Malorgio, Salvatore
Pellecchia e Claudio Tarlazzi, che commentando le notizie su
Alitalia, apparse
stamattina su alcuni quotidiani parlano di “danni inestimabili
al Paese”, qualora confermate.
   
Il nuovo schema – per riprendere la trattativa con Bruxelles –
dovrebbe prevedere l’abbandono del vecchio marchio Alitalia (da
recuperare eventualmente partecipando a una gara), un taglio
degli arei a 43-45 e 2.850 dipendenti per la nuova Ita (il 26%
degli attuali) da riassumere però dopo una selezione e con un
nuovo contratto. Per gli altri ci sarebbe una proroga della Cig
per 5 anni e uno scivolo per la pensione.
   
“Per non sprecare i 3 miliardi a disposizione della nuova
Alitalia – incalzano i sindacati – occorre un piano industriale
adeguato al mercato in cui deve competere, per cui una compagnia
bonsai sarebbe messa al tappeto ancora prima di iniziare la
gara”. Per Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti “sono necessari
almeno 100 aeromobili e un piano industriale che rafforzi il
cargo, visto che la domanda con la pandemia è cresciuta molto, e
che si posizioni sulle rotte più redditizie del lungo raggio”.
   
(ANSA).
   

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