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Gli A321 del gruppo europeo stanno nettamente sovrastando i 737 MAX del concorrente Usa. Clamoroso il “tradimento” della compagnia inglese Jet2, da sempre fedele a Boeing (NYSE:), che ha ordinato 36 Airbus. Con un Cagr del 13%, il titolo europeo ha buone possibilità di crescita.

In 12 mesi Airbus ha registrato un rialzo del 68%, contro il +27% di Boeing.

Chi un anno fa ha scommesso sulla ripresa dell’industria aeronautica mondiale, dopo il drammatico tracollo subito dal settore nella primavera del 2020, può dirsi gratificato se ha puntato su Airbus, che in 12 mesi ha messo a segno un rialzo del 68%. Ben più contenuto (+27%) è il risultato di chi ha investito nelle azioni dell’americana Boeing, e tutto lascia pensare che anche nei prossimi mesi assisteremo a una supremazia europea, nei cieli e nei mercati azionari.

L’ultima notizia che rende ben evidente che cosa sta succedendo nel settore è di martedì 31 agosto. La compagnia inglese low cost Jet2, che storicamente ha sempre usato soltanto aerei Boeing, ha abbandonato il fornitore americano e ha firmato un ordine con Airbus per 36 nuovi A321 neo, aerei a corridoio singolo con una capacità di 235 passeggeri. Il valore di listino dell’ordine è di 4,9 miliardi di dollari, ma è facile pensare che Jet2 sia riuscita a ottenere un consistente sconto, soprattutto se, come corre voce nell’ambiente, l’ordine sarà ampliato a 60 aerei (il valore di listino salirebbe a 8,1 miliardi di dollari). Nel comunicato Jet2 dice di avere scelto gli A321, diretti concorrenti dei Boeing 737 MAX, perché consumano meno e offrono livelli più alti di comfort ed efficienza. 

Jet2 non è l’unica compagnia aerea che preferisce la famiglia degli A321 ai Boeing. Recentemente l’americana Delta ne ha ordinati 30. Negli ultimi cinque anni Airbus è sempre riuscita a vincere la gara con Boeing su chi porta a casa il maggior numero di ordini nel segmento degli aerei a fusoliera stretta (chiamati anche “a corridoio singolo”). Il sorpasso è diventato netto dopo che nel 2018 il gruppo europeo ha lanciato il programma A220, e soprattutto dopo che Boeing è incappata nel doppio disastro dei due 737 MAX precipitati pochi minuti dopo il decollo, il primo nell’ottobre 2018 e il secondo nel marzo 2019. Gli incidenti costarono la vita a 346 persone. Dal marzo 2019 tutti i 737 MAX sono stati messi a terra per 20 mesi in tutto il mondo, in attesa che le diverse inchieste chiarissero le cause degli incidenti e Boeing portasse le necessarie modifiche agli aerei.

Negli aerei a corridoio singolo Airbus ha una quota di mercato del 65%.

Come ricorda Adame Levine-Weinberg in un articolo sul sito The Motley Fool, il 2015 si era chiuso per Boeing con un totale di 4.392 aerei ordinati per la famiglia dei Boeing 737, a fronte dei 5.535 ordini per gli A320 di Airbus, che conquistava così una quota del 56% nel segmento degli aerei a fusoliera stratta. Due anni dopo la quota di Airbus era salita al 57%.

Alla fine di luglio 2021 la situazione è molto cambiata, con Airbus che ha chiuso il mese con un portafoglio ordini in cui compaiono 6.100 richieste di nuovi aerei a corridoio singolo e Boeing distanziata a quota 3.314 aerei. Questa divaricazione è dovuta in buona parte alle numerose cancellazioni di ordini di 737 MAX degli ultimi due anni. La quota di Airbus nel segmento a fusoliera stretta è quindi salita al 65%.

A rendere le cose ancora più complicate in prospettiva per Boeing c’è l’atteggiamento opportunista di molte compagnie aeree, che cogliendo il momento difficile di Boeing reclamano a gran voce sconti che finiranno per pesare sui margini del costruttore americano. Emblematiche sono le recenti dichiarazioni di Micheal O’Leary, il fondatore e Ceo di Ryanair (LON:), che martedì 31 agosto ha detto che sarebbe interessato a ordinare fino a 250 nuovi 737 MAX, se Boeing abbasserà il prezzo. Con grande franchezza ha dichiarato ai giornalisti: “In questo momento penso che siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico, perché Boeing ha collezionato davvero pochi ordini e ha bisogno di ottenerne di nuovi e consistenti”.

I numeri a confronto: per Airbus prevista una crescita più consistente.

All’attuale quotazione di 219 dollari, Boeing capitalizza 128 miliardi, vale a dire 1,6 volte i ricavi previsti per il 2021 (75,8 miliardi), 1,4 volte quelli del 2022 (90,7 miliardi), e 1,3 volte quelli del 2024. Secondo il consensus raccolto da FactSet, fra tre anni (nel 2024) Boeing chiuderà il bilancio con 97,1 miliardi di ricavi, vuole dire che avrà una Cagr (crescita media annua) del 9,3%.

Su 22 analisti che seguono il titolo, 11 suggeriscono di comprare le azioni e 10 hanno un giudizio neutrale. Uno raccomanda di vendere. La media dei target price è 272 dollari.

Sul fronte opposto, quello di Airbus, i 22 analisti si dividono con 18 giudizi Buy e 4 Neutral. La media dei target price è 136 euro, contro una quotazione attuale di 117 euro.

Al prezzo attuale Airbus capitalizza 92,5 miliardi di euro, vale a dire 1,7 volte i ricavi previsti per quest’anno (52,7 miliardi di euro), 1,5 volte quelli del 2022 (59,2 miliardi) e 1,2 volte quelli del 2024. Fra tre anni Airbus arriverà a realizzare (dato FactSet) un fatturato di 73,3 miliardi con una Cagr del 13%. Quindi, a favore di un investimento in Airbus ci sono prospettive di crescita ben superiori rispetto a quelle di Boeing.





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