fbpx


MILANO – Un tracollo dei consumi da 84 miliardi. E’ questa la nuova stima dell’Ufficio studi di Confcommercio sul salasso economico che comporterà la pandemia da coronavirus. Alla vigilia della Fase 2, l’associazione continua a prevedere che sia soltanto da ottobre che si potrà tornare a “una fase di totale normalità, seppure con l’attivazione di protocolli di sicurezza che modificheranno i comportamenti di famiglie e imprese”.

Rep

Alla luce di tutto questo, stima per il 2020 un crollo dei consumi pari a quasi 84 miliardi di euro (-8% rispetto al 2019). Ma potrebbe andar peggio.

“Oltre tre quarti della perdita dei consumi – prosegue la nota – sono concentrati in pochi settori di spesa: vestiario e calzature, automobili e moto, servizi ricreativi e culturali, alberghi, bar e ristoranti. Questi ultimi due, in particolare, sono i comparti che registrano le cadute più pesanti: -48,5% per i servizi di alloggio e -33,3% per bar e ristoranti. Per questi due importanti settori le stime sono molto prudenziali: le cadute potrebbero risultare a consuntivo decisamente più gravi se il ritorno alla “nuova” normalità sarà particolarmente lento”.

Secondo un altro Centro studi, quello di Unimpresa, sarà probabilmente necessario orientarsi proprio sull’aspettativa di una ripartenza lenta: le saracinesche abbassate anche a giugno per un negozio su tre. “Il 30% di bar, ristoranti e commercio al dettaglio, affossato dai costi, non sarà in condizione di ripartire e non riaprirà: per almeno un terzo degli imprenditori, la ripresa di alcuni esercizi commerciali è sconveniente sul piano economico, tenuto conto dei costi fissi che non vengono in alcun modo congelati né ridotti (affitti, utenze, tassa sui rifiuti e sul suolo pubblico)”.

L’associazione, alla luce di questi numeri, lancia il grido d’allarme: la sopravvivenza stessa di questi comparti di attività economica è messa a serio rischio. “Molto dipenderà dall’efficacia dei provvedimenti del Governo di sostegno alla produzione e al consumo, sia quelli già adottati sia quelli futuri. La strategia più logica e immediata di sostegno si riassume nella trasformazione delle perdite di reddito del settore privato, causate dalla chiusura forzata per il lockdown, in maggiore debito pubblico. Questo pilastro dei trasferimenti a fondo perduto a famiglie e imprese sembra in via di rafforzamento, e ciò offre qualche speranza per la ripresa”.



Source link

REGISTRATI ORA
%d bloggers like this: